Joseph R. Biden, nato in
Pennsylvania nel 1942, è stato Senatore dello Stato del Delaware
al Congresso degli Stati Uniti per sei mandati consecutivi. Membro nel
recente passato della Commissione Giustizia del Senato Biden è
poi passato al Comitato per gli Affari Esteri del Senato nel 1997 e ne
ha assunto la presidenza nel 2007 a seguito delle elezioni che hanno
portato il Partito Democratico a conquistare la maggioranza al
Congresso. Figlio di Joseph R.Biden Sr. e Catherine Finnegan Joe Biden
è cresciuto nella contea di New Castle, nel Delaware, fino al
suo trasferimento alla Syracuse University. Laureato in legge nel 1968
e professore aggiunto dal 1991 presso la Widener University School of
Law, Biden è sposato in seconde nozze con Jill Tracy Jacobs, da
cui ha avuto una figlia. I figli nati dal precedente matrimonio,Beau e
Hunter, hanno entrambi intrapreso gli studi in legge e attualmente sono
Procuratore generale del Delaware e avvocato a Washington DC. Beau
Biden, figlio primogenito del Senatore Biden,è inoltre capitano
della Guardia Nazionale del Delaware, la cui partenza per l’Iraq
è stata programmata per il mese di ottobre del 2008.
L’impegno del Senatore Biden è stato determinante per
portare all’attenzione dell’opinione pubblica statunitense
il conflitto nella regione balcanica negli anni ’90. A seguito di
costanti viaggi nelle zone dilaniate dai conflitti giunse ad accusare
durante una conferenza stampa il leader serbo Slobodan Milosevic di
essere un criminale di guerra, chiedendo a più riprese
all’allora Presidente Bill Clinton l’intervento militare
statunitense per punire le sistematiche violazioni dei diritti umani.
Biden si dichiarò al contempo a favore della revoca
dell’embargo sulle armi, della formazione militare per i
musulmani bosniaci, delle indagini sui crimini di guerra e della
gestione degli attacchi aerei della NATO.
A seguito dell’attacco terroristico al World Trade Center il
Senatore Biden ha sostenuto gli sforzi dell’amministrazione Bush
chiedendo il dispiegamento di ulteriori truppe dell’esercito
statunitense in Afghanistan e definendo Saddam Hussein come una
minaccia che doveva essere affrontata. Con il Senatore Richard Lugar
è stato promotore di una risoluzione votata al Congresso, ma
bloccata dal veto presidenziale, che autorizzava l’utilizzo della
forza militare solo a seguito dell’esaurimento delle
possibilità offerte da trattative diplomatiche.
Nell’ottobre 2002 il Senatore Biden si è apertamente
schierato a favore dell’intervento in Iraq appoggiando con il suo
voto la risoluzione presentata dalla Casa Bianca e sostenendo in
seguito gli stanziamenti a favore della ricostruzione pur dichiarando
che una maggiore internazionalizzazione del conflitto iracheno sarebbe
stata la migliore soluzione e definendo come non più necessaria
la permanenza dei soldati statunitensi sul territorio iracheno. Il
Senatore del Delaware ha inoltre chiesto all’attuale
amministrazione di perseguire la via della federalizzazione dello Stato
iracheno con la creazione di camere di consultazione per i differenti
gruppi etnico-religiosi.
Candidatosi alle elezioni primarie del Partito Democratico nel gennaio
dello scorso anno è definito da molti come il politico che
meglio rappresenta le correnti di centro del Partito. A seguito del
deludente risultato delle elezioni primarie in Iowa Biden ha deciso di
ritirarsi dalla corsa per le elezioni presidenziali e nel corso degli
ultimi mesi il suo nome è stato più volte accostato al
ruolo di Segretario di Stato di una possibile presidenza Democratica
dato il suo curriculum politico e la credibilità di cui gode a
livello internazionale. La chiamata per la vice-presidenza è
giunta inaspettata ma è da attribuirsi alle difficoltà
incontrate nelle varie fasi della campagna elettorale rispetto ai temi di politica
estera, che sono costate al Senatore afroamericano molti punti
percentuali nei sondaggi.
L'iniziativa di Biden sarà fondamentale per supportare l'azione
presidenziale su alcuni dei temi più delicati per
l'amministrazione e l'esperienza dell'ex Senatore del Delaware potrebbe
facilitare i rapporti tra la Casa Bianca ed il Congresso, spesso
segnati da scontri e polemiche sulle iniziative proposte dal Presidente
e discusse dai Rappresentanti e Senatori prima di essere ratificate.
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