Venezuela: Chávez lancia la campagna elettorale

InsightsInsights

A meno di un anno dalle elezioni presidenziali (7 ottobre 2012) il Venezuela si appresta a vivere una lunga campagna elettorale iniziata con il ritorno alle piene funzioni del Presidente Hugo Chávez. L’opposizione si è unita in un unico movimento (MUD) che a febbraio sceglierà lo sfidante di Chávez il quale, dopo aver sconfitto il cancro si prepara a rilanciare il proprio messaggio “socialista” in un Paese che tenta lentamente di uscire da un periodo di recessione.

Hugo Chávez e la ripresa dalla malattia

Il Presidente venezuelano Hugo Chávez, in carica dal 1998, sta lentamente recuperando la piena attività dopo aver concluso in settembre il ciclo di cure contro il cancro e, precedentemente, annunciato la sua ricandidatura alle prossime elezioni. Durante la degenza di Chávez, operato il 20 giugno in una clinica cubana, la guida del Paese è stata affidata al Vicepresidente Jaua Elias e all’influente Ministro delle Finanze Jorge Giordani i quali hanno sempre smentito un eventuale ritiro dalla scena politica del loro leader. Da ottobre, con la completa ripresa della propria agenda politica, Chávez ha dato il via ad una lunga campagna elettorale che lo vedrà protagonista nel tentativo di rinsaldare e rafforzare il rapporto con una base elettorale che, nei mesi precedenti alla malattia del Presidente, aveva mostrato un malessere abbastanza diffuso.

Dalle prime uscite pubbliche emerge un’immagine nuova del leader, che però non sembra aver perso il proprio carisma e la capacità di fare presa sulla classe popolare. In questo inizio di campagna elettorale Chávez si è scusato più volte con il popolo per gli errori commessi in questi anni, assumendosi la totale responsabilità dell’ingente disavanzo di bilancio maturato dal Paese e dichiarandosi fiducioso che un terzo mandato, fino al 2018, consentirebbe di dare una definitiva accelerata al lungo processo di cambiamento in chiave socialista.

L’intento di Chávez è quello di recuperare la fiducia nei suoi confronti da parte del suo elettorato, una fiducia che nel referendum del 2009 ha consentito l’abolizione dei limiti al numero di mandati presidenziali (durata di 6 anni) aprendo la strada ad un terzo Governo “chavista”. Negli ultimi due anni però diversi cambiamenti hanno portato ad un rapido declino del gradimento nei confronti del Presidente e del suo Partido Socialista Unido de Venezuela che, nel 2010, ha dovuto incassare non una sconfitta ma piuttosto una vittoria “mutilata” alle elezioni parlamentari. Elezioni che hanno visto una crescita sostanziosa da parte delle opposizioni facendo perdere a Chávez la maggioranza dei due terzi utile per l’approvazione del proprio programma di riforme senza bisogno di trovare accordi con l’opposizione.

Nei mesi successivi l’attenzione si è spostata sulla malattia del Presidente e le cure in una clinica di Cuba mentre in patria i partiti d’opposizioni ponevano dubbi sulle effettive capacità di governo di Chávez in un momento di precarie condizioni di salute. In questi mesi l’opposizione ha messo in mostra una grande capacità mediatica riuscendo a conquistare consensi proprio nello strato più povero della popolazione da sempre bacino elettorale principale del Presidente.

Quest’ultimo è quindi tornato, non ancora a pieno regime, rilanciando il proprio programma socialista ben consapevole che la chiave per vincere le elezioni è riuscire a recuperare il consenso della classe popolare che rappresenta l’80% dell’elettorato venezuelano. Le misure promesse sono quelle degli anni precedenti con nuovi piani sociali volti a beneficiare le famiglie povere, i lavoratori e i pensionati. Esempio di queste settimane è l’approvazione di una legge che pone sotto controllo statale i prezzi di alcuni prodotti per evitare la speculazione e rallentare la crescita inflazionistica. La volontà, espressa a più riprese da Chávez, è quella di una rivoluzione che porti sicurezza, giustizia, occupazione e felicità alla popolazione.

Tra i temi più cari alla popolazione vi è la sicurezza, per cui il governo ha preso l’impegno da alcuni mesi di debellare la presenza di armi da fuoco per le strade del Paese, e l’economia. Infatti dopo un paio di anni di recessione, lo sviluppo è uno dei principali problemi da affrontare per il Venezuela e conseguentemente uno dei temi elettorali più caldi.

Il PIL venezuelano è sceso nel 2010 dell’1,6% e i segnali di questi mesi non sono incoraggianti con una crescita del settore privato intorno al 2%, anche se un po’ di respiro proviene dagli introiti petroliferi. Inoltre il Venezuela deve fare i conti con un tasso di disoccupazione intorno all’8,3% (misurazione che risale ad agosto 2011) e con l’inflazione più alta del continente (intorno al 25%); tutti problemi che per Chávez sono figli dei valori negativi lasciati dal capitalismo. In realtà le statistiche macroeconomiche sono in decisa controtendenza rispetto a quanto avviene nella maggioranza degli altri Stati della regione, che stanno affrontando un periodo di crescita economica sostenuta e stabile.

L’opposizione verso le primarie

Il 12 febbraio si terranno le elezioni primarie dei partiti dell’ opposizione venezuelana, riuniti nella coalizione Mesa de la Unidad Democratica (MUD), per eleggere lo sfidante unico del Presidente Chávez. L’opposizione ha deciso nel settembre scorso di legarsi in un’alleanza politica a lungo raggio in modo di poter presentare un comune e serio progetto politico attorno ad un governo che sia di unità nazionale.

L’alleanza non costituisce un mero accordo elettorale ma vuole andare oltre, creando le premesse per una nuova e ampia coesione sociale prima ancora che politica in grado di porre le basi di un cambiamento radicale per il Venezuela. I candidati che si sfideranno alle primarie in febbraio sono sei e nelle ultime settimane hanno dato vita a diversi dibattiti sui molti temi elettorali (lavoro, sanità, educazione, sicurezza). I confronti si sono rivelati occasioni per far conoscere al Paese linee guida diverse ed esporre le proposte politiche differenti con il comune intento di porre fine all’autoritarismo chavista.

Hanno voluto mostrare anche la differenza tra un modo di fare politica in modo effettivamente democratico e il sistema di monologhi presidenziali che caratterizzano il contesto politico venezuelano da più di un decennio.

I candidati sono esponenti più e meno illustri della scena politica venezuelana; tra di loro vi sono due governatori (Pablo Pérez e Henrique Capriles), un ex ambasciatore (Diego Arria), un ex sindaco (Leopoldo López), la deputata Maria Corina Machado e il sindacalista Pablo Medina.

Il tema più dibattuto e sentito riguarda la questione della sicurezza, considerato dai diversi candidati come il problema principale del Paese; un problema ramificato in diverse fasce della popolazione ma che coinvolge soprattutto la questione delle bande giovanili e delle organizzazioni di narcotrafficanti. Le diverse soluzioni proposte dai candidati spaziano dalla maggiore formazione delle forze di polizia alla riqualificazione delle carceri nella loro funzione prettamente riabilitativa.

Idee diverse che però non sembrano pregiudicare la stipulazione di un programma di governo d’unità nazionale né tanto meno il totale e coeso appoggio al candidato vincitore delle prossime primarie.

Una mossa rilevante portata avanti da uno dei candidati, Diego Arria, è stata la presentazione di una formale denuncia alla Corte Penale Internazionale dell’Aia nei confronti del Presidente Chávez per reati contro l’umanità. La mossa di Arria è stata accompagnata da una dichiarazione in cui presentava la denuncia come un atto dovuto in difesa di migliaia di vittime venezuelane. L’intenzione di denunciare Chávez all’Aia era già emersa come uno dei punti comuni tra i diversi candidati, ma il riferimento era sempre relativo ad una possibile vittoria nel 2012. Arria, confermando la propria fama di uomo forte e deciso, ha anticipato tutti con un’azione politicamente rilevante che potrà portarli diversi voti alle primarie di febbraio.

Se Maria Machado sta riuscendo a far breccia tra le donne e diversi esponenti del mondo accademico, i due governatori Pérez e Capriles godono di ampia fiducia e sono dati come papabili vincitori. Al momento i primi sondaggi danno come favorito Capriles; giovane governatore dello stato di Miranda, che include anche gran parte di Caracas, è dotato di grande carisma e di un’ottima capacità di comunicazione. A tutto ciò si deve aggiungere un passato non scomodo per un leader dell’opposizione a Chávez. Infatti ha scontato una detenzione di quattro mesi, nel 2004, perché intromessosi nell’ambasciata cubana nel 2002 durante un fallito colpo di Stato nei confronti del Presidente. Il dato che emerge è però che qualsiasi dovesse essere lo sfidante, il Presidente Chávez gode ancora di un buon margine di vantaggio e, ad oggi, sembra difficile pronosticare una sua sconfitta nel 2012.

La questione dei finanziamenti Usa e le previsioni per il futuro

Questione delicata è quella relativa ai finanziamenti per la prossima campagna elettorale dello sfidante di Chavez provenienti dagli Stati Uniti dove per la prima volta un Presidente si è espresso apertamente di fronte al Congresso sulla necessità di sponsorizzare l’opposizione venezuelana. Sembra che gli Stati Uniti finanzino da più di dieci anni i movimenti di opposizione in Venezuela servendosi della propria ambasciata a Caracas e di un’apposita divisione del Dipartimento di Stato denominata “Economic Support Fund” (ESF).

Il dato nuovo è che una legge venezuelana, entrata in vigore nel 2010, vieta finanziamenti esteri diretti ad attività politiche, partiti e organizzazioni varie, comprese le Ong, rendendo così di fatto gli eventuali fondi americani illegali. Ciò rende ancora più tesi i rapporti tra gli Stati Uniti e il Venezuela, mostrando come le prossime elezioni presidenziali avranno un ruolo tutt’altro che marginale nello scacchiere regionale di cui influenzeranno i futuri assetti geopolitici.

I primi sondaggi di questi mesi mostrano come le intenzioni di voto in favore di Chávez abbiano ancora un ampio margine aggirandosi intorno al 60% dei consensi, la percentuale più alta mai raggiunta dal Presidente dopo le elezioni del 2006. Un dato però poco positivo se confrontato con quelli raccolti a settembre, quando la popolarità di Chávez, sull’onda emotiva della sua personale lotta contro il cancro, era in progressiva crescita 63%. Stando alle rilevazioni solo il 19% della popolazione considera l’operato del leader totalmente negativo dichiarandosi scontenta dell’attuale fase di governo.

Negli ultimi mesi il governo ha tuttavia manifestato in modi diversi tutto il proprio nervosismo legato al timore di perdere ulteriore popolarità. Chávez, approfittando degli ingenti danni causati dal maltempo, ha inviato alcune unità speciali del governo centrale nelle regioni più colpite tra cui Miranda accentuando così la pressione e il controllo sulle opposizioni. Lo stesso Presidente ha poi assunto il personale impegno, trasmesso attraverso tutte le emittenti radio-televisive, di dar avvio fin da ora alla costruzione di alloggi (fino a tre milioni entro il 2019) per le fasce più povere della popolazione. In quest’ottica va tenuto presente che Chávez gode della possibilità di accedere a molti fondi pubblici, non sottoposti a revisione, con cui poter finanziare un’ampia spesa pre-elettorale che comprende anche l’approvazione di misure fortemente populiste.

Conclusione

Rimane difficile pensare ad una sconfitta di Chavez nel 2012; tuttavia molto dipenderà anche dalle reali condizioni di salute del Presidente e della sua volontà o necessità di delegare la conduzione del Paese a propri collaboratori come già accaduto durante i primi mesi della malattia. Il tutto in un contesto dove l’effettivo svolgimento delle pratiche democratiche appare ancora limitato che appare ancora poco maturo per emanciparsi definitivamente dalla guida chavista.

Copyright Equilibri

ISSN: 2038-999X 

I contenuti prodotti da Equilibri.net non sono riproducibili né per intero né in alcuna loro parte. In caso di utilizzo commerciale è necessario richiedere l'autorizzazione scritta a Equilibri.net. Gli articoli pubblicati potrebbero non riflettere l'opinione dei gestori del sito. Registrazione al Tribunale di Firenze del 19 gennaio 2004, n° 5320.

CheckpointCheckpoints
15 Oct 2013 | Emanuele Schibotto
Per quanto strano possa sembrare, in America Latina si sta verificando un fenomeno inedito: i Paesi della regione non importano
12 Oct 2013 | Jonhatan Watts
Country take belated step towards making amends for maltreatment of Japanese community during second world war.http://www.theguardian.com/world/2013/oct/11/brazil-japanese-community-apology-abuse 
09 Marzo 2013 | Rory Carroll - Virginia Lopez
Venezuela mourns its mercurial president as Raul Castro, Mahmoud Ahmadinejad and Evo Morales lead tributes.http://www.guardian.co.uk/world/2013/mar/08/hugo-chavez-venezuela-comandante-eternal©
InsightsInsights
17 Jun 2014 | Angélica M Velazco J*
(Caracas) - Expectativas y tal vez esperanzas es lo que generó el anuncio sobre el ingreso de Venezuela
24 May 2014 | Angelica M. Velazco J.
(Caracas) - Una delle debolezze più grandi del sistema politico venezuelano è senza dubbio la mancanza di una
23 Marzo 2014 | Gilles Cavaletto
(Santiago)  - É comune che le campagne elettorali s’infarciscano di promesse da parte dei candidati in cerca di
FocusFocus & Research
20 Jun 2013 | Pietro Dionisio
L'economia brasiliana sta vivendo un periodo positivo nonostante la crisi economica che ancora affligge gli Stati Uniti
21 Marzo 2013 | Pietro Dionisio
L'economia brasiliana sta vivendo un periodo positivo nonostante la crisi economica che ancora affligge gli Stati Uniti e l'Europa. E
13 Feb 2013 | Pietro Dionisio
L'economia brasiliana sta vivendo un periodo positivo nonostante la crisi economica che ancora affligge gli Stati Uniti e l'Europa. E