- Dossier
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Libano: l’approccio di Hizballah al conflitto
Le attività condotte da Hizballah a partire dal conflitto con Israele dell’estate 2006 impongono l’elaborazione di una serie di riflessioni circa la natura e la portata della minaccia militare. Rispetto a questa problematica possono essere indicati tre principali scenari in relazione alla configurazione data dal movimento al proprio assetto militare. Continua...
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Emilio Palmieri
(18 luglio 2008)
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Africa: l'andamento dei commerci sul continente
L'area sub-sahariana sta vivendo una fase di crescita nel volume dei commerci da e verso Stati Uniti, Unione Europea e, soprattutto, Cina. In attesa del meeting sul commercio dei Capi di Stato della zona, previsto a Washington nelle prossime settimane, si nota come la maggioranza degli scambi rimanga concentrata sul settore degli idrocarburi, sebbene cominci ad essere sottolineata l'importanza di dare nuova energia al commercio in ambiti alternativi. Continua...
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Valeria Smarrini
(11 luglio 2008)
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Stati Uniti: sicurezza energetica e fonti alternative
La dipendenza degli Stati Uniti dall'approvvigionamento estero di idrocarburi e le dinamiche della politica estera e dei prezzi dei carburanti hanno spinto l'amministrazione Bush ad affrontare il problema della sicurezza energetica ed a spingere lo sviluppo delle fonti alternative, come i biocarburanti, alle quali viene affidato il compito di sostituire il petrolio. Continua...
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Stefano Tettamanti
(03 luglio 2008)
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Energia: cause geopolitiche, economiche e finanziarie dell'aumento del prezzo del petrolio
Dopo aver superato quota 100 dollari al barile a gennaio, il prezzo del petrolio ha continuato a salire nei primi sei mesi del 2008, arrivando a toccare il 6 di giugno il record di 139 dollari. Le cause dietro a questo aumento sono plurime e vanno dai problemi di instabilità geopolitica, alla svalutazione del dollaro, all'aumento della domanda di petrolio da parte di Cina e India, alla speculazione finanziaria. Il mercato sembra debba rimanere ancora sotto pressione, a causa della rigidità di domanda e offerta. Continua...
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Francesco Visconti
(20 giugno 2008)
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Conflitti: i Paesi con i maggiori tassi di propensione al conflitto
La crisi alimentare attuale ha portato in alcuni Paesi ad un aumento del livello di conflittualità. Sono diversi però gli elementi che formano un tasso di conflittualità potenziale: accesso alle risorse primarie di sostentamento, crescita e sviluppo dei Paesi, condizioni di vita delle popolazioni, tassi di andamenti demografici, livelli di conflittualità attualmente esistenti. Fondamentale è soprattutto l’interconnessione tra i diversi indicatori. Eritrea, Liberia, Palestina, Ciad e Zimbabwe sono i Paesi che presentano i tassi di conflittualità maggiormente elevati. Continua...
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Alberto Rossi
(13 giugno 2008)
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Stati Uniti: situazione e prospettive del sistema portuale
La forte crescita del commercio navale internazionale ha portato alla saturazione dei porti orientali degli Stati Uniti: l’attuale situazione e il progetto di ampliamento del Canale di Panama potrebbero quindi aprire prospettive di cambiamento nei rapporti di forza tra le due coste degli Stati Uniti spingendo i principali porti sia sulla costa atlantica che su quella del Pacifico a dover investire ingenti capitale per approntare progetti di sviluppo per decongestionare il traffico portuale verso gli Stati Uniti. Continua...
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Stefano Tettamanti
(06 giugno 2008)
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Africa: gli ostacoli al processo di integrazione economica
Fra le varie iniziative proposte per lo sviluppo dell’Africa, molte aspettative sono state e sono tuttora riposte sul processo di integrazione politica ed economica del continente, sulla falsariga di quanto avvenuto nell’Unione Europea. Tuttavia, i provvedimenti finora presi in quest’ambito si sono spesso rivelati inconcludenti nell’obiettivo di alleviare la situazione dei paesi meno ricchi ed incoraggiare una crescita diffusa. Per quanto si è potuto osservare negli ultimi anni, nonostante i tentativi di far beneficiare le economie delle nazioni più in difficoltà dall’adozione di politiche in comune con i vicini più sviluppati, il processo innescato non ha comportato sensibili dinamiche di livellamento verso l’alto. Da un lato, i paesi che dovrebbero fare da traino in questo sistema rappresentano anch’essi delle economie piuttosto ridotte su scala globale, dall’altro gli obiettivi e le aspirazioni delle nazioni confinanti si trovano troppo spesso a divergere. Continua...
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Valeria Smarrini
(30 maggio 2008)
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Oggetti: 227



