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  • Georgia: la politica aggressiva di Mosca e i possibili scenari di conflitti futuri

    La crisi che ha colpito l'economia mondiale, i timori suscitati dalle ambizioni nucleari nord-coreane e le manifestazioni dei riformisti in Iran delusi dalla contestata vittoria del presidente Ahmadinejad hanno messo in secondo piano la rilevanza della situazione in Georgia, che invece rischia di avere effetti importanti. Il Cremlino è venuto meno agli accordi internazionali conclusi dopo la fine del conflitto russo-georgiano dell'agosto scorso – consolidando la propria presenza in Abkhazia e nell'Ossezia del Sud e occupando territori su cui non ha nessun diritto legale –; ha impedito alla missione dell'OSCE di svolgere le proprie attività nella regione di Tskhinvali, ha dichiarato di non voler collaborare in nessun modo con il governo di Tbilisi, ha posto il veto alla proroga della missione UNOMIG e ha bloccato il rinnovo di quella dell'OSCE. In questa impasse diplomatica, infine, si prepara agli esercizi militari denominati Caucaso-2009, alimentando le proccupazioni del governo di Tbilisi con nuove prospettive belliche. Non possedendo effettive capacità negoziali nei confronti di Mosca, per la Georgia sarà cruciale l'aiuto delle potenze occidentali.

    3324 parole

    Chiara Caccinelli

    (30 giugno 2009)


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