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Uruguay: Scheda Paese

L’Uruguay è uno stato dell’America Meridionale e confina a Nord Est con il Brasile, a Sud con il Río de la Plata, a ovest con l’Argentina e a Sud Est è bagnato dall’Oceano Atlantico. Dopo il Suriname, è il secondo stato meno esteso della regione latinoamericana, con una superficie di circa 177 mila km2 e una popolazione intorno ai 3,4 milioni di abitanti. Ottiene l’indipendenza nel 1828, e raggiunto un alto livello di benessere e di democrazia, alla fine del XIX sec., viene appellato internazionalmente come “Svizzera delle Americhe”.

Valentina Paleari

Equilibri.net (25 giugno 2009)

Politica interna

Il presidente dell’Uruguay è Tabaré Ramón Vázquez Rosas, salito al governo il 1° marzo 2005, dopo aver vinto le elezioni del 31 ottobre 2004. È la prima volta nella storia del Paese che viene eletto un presidente non appartenente ai partiti tradizionali (Partido Nacional/Blanco e Partido Colorado), bensì ad una coalizione di centro sinistra, Frente Amplio, che racchiude a sua volta le coalizioni: Encuentro Progresista-Frente Amplio-Nueva Mayoría. Il primo atto del presidente è stata la firma del Plan de Emergencia Social che ha previsto lo stanziamento di 100 milioni di dollari per combattere la povertà. Tra novembre e dicembre 2008 avviene un’importante ed inaspettata scissione all’interno della coalizione Frente Amplio. Il presidente Vásquez, dopo una militanza che durava dal 1970 all’interno del Partido Socialista Uruguayo, e, da altrettanto tempo, membro dell’Internazionale Socialista, si dimette dal partito per divergenze “filosofiche” con la posizione delle sinistre in tema di liberalizzazione e medicalizzazione dell’aborto.Con il veto dello stesso Presidente della Repubblica alla proposta del pacchetto di norme contenute nella Ley de Salud Sexual y Reproductiva, la nuova legge non passa e l’iniziativa comunista e socialista viene rispedita ai mittenti da un leader riconosciuto dalla sua stessa parte politica. Vásquez spiega il suo gesto a seguito di una personale presa di posizione a sostegno di una cultura politica e di un’azione sociale “pro-vita”, punto di vista accolto con grande soddisfazione dall’opposizione parlamentare.L’unione del Frente Amplio è così compromessa, ed alcuni partiti si separano dalla coalizione, tra questi il Movimiento 26 de Marzo e Corriente de Izquierda.

Altra questione che è causa di scontri tra il presidente Vásquez e la sua coalizione di appartenenza, è quella attualissima dell’abrogazione della “Ley de Caducidad”, ossia la legge di amnistia che garantisce l’impunità a quei poliziotti e militari che violarono i diritti umani durante il periodo della dittatura militare (1973-1985). Tanto il Presidente quanto il Frente Amplio sono d’accordo con l’abolizione di questa legge. Il motivo della discordia sta nel fatto che Vásquez nel 2008 chiese all’allora Presidente degli Stati Uniti George W. Bush, di cooperare nelle procedure di investigazione sui crimini commessi dall’ex-regime uruguaiano. Il Frente Amplio di Vásquez però, non condivise la richiesta d’aiuto rivolta agli USA; inoltre il modo in cui le indagini vengono condotte non soddisfa i membri della coalizione di sinistra, condizione che porta i partiti dell’unione a comportarsi sempre più come unità autonome al di fuori dell’intesa originaria.La Ley de Caducidad, giudicata incostituzionale, venne promulgata nel 1986 e ratificata tre anni dopo con un referendum popolare. La campagna promossa per l’annullamento della legge ha raggiunto il quorum di firme necessario per indire un referendum che si terrà il 25 ottobre 2009, insieme alle elezioni presidenziali e legislative. Il mandato di Tabaré Vásquez scade infatti il 1° marzo 2010. Nel frattempo il Presidente della Repubblica ha già escluso dalla legge di amnistia nove ex-militari, l’ex-ministro degli Esteri, Juan Carlos Blanco e due ex-dittatori, tra cui Gregorio Álvarez, incriminato per la sparizione di trecento oppositori politici.

Situazione economica

Tabaré Vásquez eredita dalla precedente amministrazione governativa una situazione piuttosto difficile. Il crack finanziario esploso in Argentina nel 2002 travolse anche il piccolo Stato, gettando l’Uruguay in una profonda crisi economica amplificata da fenomeni di corruzione interna delle istituzioni e da problematiche riguardanti l’economia dell’intera regione latinoamericana. Il governo precedente a quello di Vásquez ha lavorato per migliorare la situazione, ottenendo solo verso la fine del 2005 qualche risultato concreto di inversione della tendenza economica in termini di occupazione.
Nel 2008 il PIL è cresciuto notevolmente arrivando all’8.9%, il maggior incremento degli ultimi anni. Gli elevati prezzi internazionali dei prodotti che il Paese maggiormente esporta (carne, latte, ed altri prodotti agricoli), hanno determinato una sostenuta domanda estera, rivolta anche a prodotti del settore industriale, come la cellulosa. Il paese è esportatore di legname di eucalipto, carne, riso, lana, pesce, cuoio, vestiario e prodotti chimici. Ospita zone franche attive a Colonia, Montevideo, Nueca Palmira, Rio Negro, Rivera, San José, Fray Benots, Florida. I suoi principali partner commerciali sono il Brasile, l'Argentina, gli Stati Uniti, la Cina e l'Unione Europea. Rilevante è anche il turismo, concentrato perlopiù nelle località balneari di Punta del Este e Piriápolis, l'80 percento dei turisti sono argentini. Uno sviluppo accelerato tra il 2008 e il 2009 si è registrato nel campo delle comunicazioni.Nel marzo 2009, dato il consolidarsi di questi benefici economici, il FMI ha appurato nel suo Country Report che l’Uruguay ha retto positivamente alla crisi finanziaria internazionale. Alla crescita del PIL, si sono aggiunti una diminuzione della povertà, record storicamente bassi per la disoccupazione (nel 2002 il tasso di disoccupazione era arrivato a toccare quasi il 20%), e il raggiungimento di una solida formazione di capitale nei settori agricolo, industriale e dei trasporti.Il soffocante debito pubblico di 12.500 milioni di dollari USA è diminuito, ma rimane sempre alto. Per promuovere la ricerca di idrocarburi nell'offshore dell'Uruguay, il ministro dell'industria, energia e del settore minerario Daniel Martinez ha annunciato per l'1, 2 e 3 dicembre un procedimento denominato Ronda Uruguay 2009, con l'obiettivo di attrarre imprese qualificate e ottenere offerte per l'esplorazione e lo sfruttamento del bacino

Il quadro politico e le condizioni di lavoro in Uruguay sono fra le più liberali di tutto il continente e il livello di benessere si può definire buono, lo dimostrano dati come il livello di istruzione, la libertà di flusso dei capitali e un atteggiamento di apertura agli investimenti esteri. Nel 2006 si è registrato un Indice di Sviluppo Umano dell’Uruguay pari a 0.859, cifra che pone il Paese al 47° posto della classifica ISU mondiale, nella fascia del “high human development”.

Relazioni internazionali

Per le sue dimensioni e per le risorse disponibili, l’Uruguay è sempre stato dipendente dal sud del Brasile e dall’Argentina, e questo vincolo ha fatto sì che l’Uruguay risentisse delle crisi economico-finanziarie vissute da questi paesi nei primi anni del secolo XXI. Insieme ad Argentina, Brasile e Paraguay, l’Uruguay è uno degli Stati fondatori del MERCOSUR, il Mercado Común del Sur, istituito nel 1991. Dal 2006 anche il Venezuela è entrato a farvi parte, mentre, stati come Cile, Bolivia, Colombia, Ecuador e Perú, hanno uno status di “osservatori”. L’Uruguay è interessato ad un’apertura dei mercati di MERCOSUR ed è a favore di una riduzione delle disuguaglianze economiche fra i vari Stati membri, eliminando anche gli ostacoli protezionistici che sono ancora in vigore in alcuni Paesi.


Nel 2006, il Presidente Vásquez dichiara la sua intenzione di non firmare il Trattato di Libero Commercio (TLC) con gli Stati Uniti; da allora sono comunque continuate le trattative per quanto riguarda questioni tariffarie e doganali. A seguito di questa decisione sono salvi la proprietà intellettuale, i brevetti, il trattamento preferenziale alle industrie statunitensi; ma anche la telefonia fissa, la raffinazione e la vendita di combustibili, il mercato assicurativo, tutti servizi che gli Stati Uniti pretendevano liberalizzati. A determinare questa situazione è stato anche l’intervento del presidente venezuelano Hugo Chávez, che ha offerto vantaggiosi accordi all’Uruguay a patto che il Paese non si allontanasse dal MERCOSUR e non si legasse bilateralmente al gigante statunitense.

La maggioranza delle esportazioni dell’Uruguay si rivolge all’area Nafta (North American Free Trade Area) e all’Unione Europea; la regione del MERCOSUR, si pone subito dopo questi. L’intento del governo uruguaiano è però quello di aumentare l’intraregionalità dell’America Latina, per meglio affrontare le sfide del processo di globalizzazione.Menzione a parte merita l’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasur), il cui atto costitutivo è stato firmato il 23 maggio 2008, sottoscritto anche dall’Uruguay. Nel marzo 2009 si è costituito il Consiglio di Difesa. L’Unasur è nata per rafforzare l’integrazione regionale e con l’obiettivo di costruire una cittadinanza e un’identità sudamericane.

Previsioni

Dopo le primarie del 28 giugno 2009, il prossimo 25 ottobre si terranno le elezioni legislative in Uruguay. Nella stessa data avrà luogo il referendum per l’annullamento della Ley de Caducidad.Il ricordo del periodo della dittatura è ancora vivo nella popolazione dell’Uruguay: nell'attesa del referendum sono stati organizzati manifestazioni, celebrazioni e cortei (l’ultimo dei quali il passato 20 giugno) in onore delle vittime e dei desaparecidos.Un sondaggio ha rilevato che il 48% dei cittadini uruguaiani voterà per l’annullamento della “Legge di Impunità”. Sembra così delinearsi il risultato del prossimo referendum. Più difficile è invece stabilire chi la spunterà alle elezioni legislative. I sostenitori di Vásquez sono rimasti delusi dal suo atteggiamento neoliberale in materia di legalizzazione dell’aborto, e i sondaggi danno per favorito Pepe Mujica, (75 anni) ex-dirigente della guerriglia dei Tupamaros, anch’egli iscritto nella coalizione del Frente Amplio.

Dati

Principali indicatori socio-economici
200720082009
Crescita % PIL (reale) [2]8,576,5
PIL procapite (nominale - US$) [1]7.643,910.081,99.111,7
Inflazione [1]6,3928,57
Disoccupazione [2]9,2 %7,6 %
Debito estero (% su PIL) [2]57
ISU (Indice di Sviluppo Umano) [3]0,859(2006)
Tasso di alfabetizzazione [4]97,8 (2006)
HIV / AIDS(% popolazione adulta infetta) [5]0,6
Tasso di Povertà (% popolazione < 1 US$)3,3 [3]


Fonti:

[1] Fondo Monetario Internazionale

[2] CIA World Factbook

[3] UNDP Human Development Report 2007/2008

[4] UNDP Statistical Update 2008

[5] UNAIDS
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